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Di cosa vivevano


Quasi tutti gli abitanti possedevano prati e orti.
Per l'irrigazione ognuno aveva a disposizione delle ore d'acqua a seconda della quantità dei terreni: il corso dei ruscelli veniva bloccato da una paletta che faceva straripare l'acqua irrigando i prati. Doveva essere spostata a seconda della parte da bagnare e qualche volta, in base al proprio turno, capitava di doverla andare a spostare durante la notte.
Gli appezzamenti  venivano concimati a mano e il letame veniva trasportato in sacche caricate sui muli.
Ogni attrezzo dei campi era contraddistinto da iniziali della famiglia a cui apparteneva. Per questo motivo spesso si usava dare nomi simile anche ai figli per poter mantenere inalterate le iniziali

La maggior parte della famiglie possedeva mucche o delle capre. Non avendo molto spazio ed essendo anche sprovvisti di riscadamento era d'uso adibire parte del locale dove si viveva a stalla separandola solamente con alcune tende.
Non essendoci veterinari c'erano dei problemi per fare nascere i vitelli in quanto non tutti erano in grado di farlo.
I bambini iniziavano molto presto ad andare al pascolo delle mucche che restavano in alpeggio per tutta l'estate fino a fine settembre, muniti di un fagotto dei bambini formato da un foulard della testa che racchiudeva qualche indumento e delle zoccole che solitamente, essendo di recupero, erano di parecchi numeri più grandi.
Chi aveva troppe mucche e aveva paura di non avere abbastanza fieno per passare l'inverno le dava a qualcuno che si occupava di sfamarle per la stagione e poteva usufruire del latte e tenersi il vitello una volta nato.
Le famiglie più ricche avevano anche i maiali mentre quelle più  povere possedevano solo delle capre importanti per il loro latte.

Spesso per sopravvivere era necessario cercare lavoro fuori valle. In molti andavano in Francia o in America; spesso i bambini venivano mandati in Savoia a fare gli spazzacamini.
Altri scambiano con la Francia il riso per avere del sale.

La sera, non essendoci molti divertimenti ci si riuniva a turno nelle stalle per la vieillà.

Il loro abbigliamento

Gli abiti della popolazione dell'800 erano prevalentemente scuri, neri o marroni. Le donne portavano lunghe gonne in lana lavorate in casa con pesanti sottogonne in cotone o lana. Fino a meta del 700 le donne usavano un'aderente cuffia nera sostituita più avanti da pesanti foulard di seta. Gli abiti da matrimonio non erano molto diversi: nella fotografia un abito da matrimonio del 1870 di Maria Ottoz Mochet.
Un abito particolare, apparso a Dolonne all'inizio del 900 è quello del Beuffons diventato col tempo simbolo del Canevale di Courmayeur.

Un angolo del passato


In questa fotografia potete rivivere un angolo del passato ricreato in occasione della festa patronale di Dolonne.

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